L’etichettatura delle pellicce (un gesto di valore)

UN’ETICHETTA INFORMATIVA

Gentile Signora,

la pelliccia che ha comperato ha al suo interno una etichetta: si tratta di quel piccolo rettangolo di stoffa che Lei è abituata a trovare nell’abbigliamento acquistato nei negozi e che dichiara la composizione dei capi…. mache per la pellicceria, così come per numerosi prodotti artigianali, non è prevista per legge, perché l’informazione al consumatore viene fornita esclusivamente dal dettagliante o dall’artigiano, in un modo di operare tradizionalmente  legato alla fiducia del rapporto personale con le clienti.

Le informazioni che l’etichetta contiene sono quelle essenziali, e riguardo la materia prima con la quale è prodotta la pelliccia (nome commune, in italiano e inglese, e nome scientifico, in latino, della pelle utilizzata) e i consigli per la sua manutenzione. Il tutto è accompagnato dal nome del pellicciaio produttore del capo.

L’etichetta è stata promossa dall’Associazione Italiana Pellicceria in collaborazione con Icec (Istituto di Certificazione della Qualità per l’Industria Conciaria) e realizzata dall’UNI come Norma 11007 “Requisiti e indicazioni per l’etichettatura dei prodotti di pellicceria”.

E’ stata creata per sottolineare che la chiarezza nei confronti del consumatore è oggi assolutamente essenziale per  gettare le basi di un rapporto capace di durare nel tempo. Una pelliccia racchiude tutto quel patrimonio professionale di tecnica che sposa fra loro arte, stile ed eleganza e che va sempre più arricchendosi di cultura e di esperienza.

UN PROGETTO DI TRSPARENZA

L’AIP, Associazione Italiana Pellicceria, è espressione di ttutta questa ricchezza: l’etichetta, un’assunzione di responsabilità verso i consumatori che ogni operatore del settore sente anche come strumento di comunicazione per la propria professionalità e per la qualità dei propri prodotti, lo conferma.