Come aver cura della pelliccia?

Una pelliccia usata per tutto l’inverrno deve essere pulita prima di riporla per l’estate: questo perché un capo sporco si deteriora molto più rapidamente.

Per capire quando è il momento di portare la pelliccia a pulire, guardi il pelo: se non è ben dipanato, se soffiandoci sopra si forma un cratere che resta, il capo è sicuramente sporco.

Spazzolare in casa la pelliccia non è “vietato”, ma bisogna fare attenzione a non strappare il pelo: meglio una bella scrollata, per ridare tono e volume.

La pioggia e la neve non danneggiano la pelliccia: tornata a casa dopo un acquazzone, abbia semplicemente cura, dopo averla scossa bene, di tenerla in piano all’aria, lontano da fonti di calore e senza appenderla fino a quando non sia asciutta.

E’ bene poi evitare di portare borse a tracolla: l’atrito continuo danneggia irrimediabilmente il pelo. Non usi profumo perché il cuoio potrebbe soffrirne. Eviti di stirare la fodera: questa è un’operazione di competenza del pellicciaio perché il calore potrebbe rovinare il cuoio.

La pelliccia non deve essre custodita in locali senza ricambio d’aria. D’estate l’affidi al suo pellicciaio: la conserverà in speciali celle refrigerate e condizionate.

 


Pelliccia è cultura

La pelliccia racchiude in sé tutto un patrimonio professionale di tecnica artigiana, che sposa fra loro arte, stile e eleganza e che va sempre più arricchendosi di cultura ed esperienza.

L’AIP, Associazione Italiana Pellicceria è garante di questa ricchezza, frutto di otto secoli di storia.

Ma l’AIP è anche garante di una filosofia di rispetto e protezione della natura: produrre pellicce significa utilizzare risorse naturali, un patrimonio prezioso che non deve assolutamente essere esaurito.

Fra le altre iniziative, l’Associazione finanzia e organizza periodicamente per i soci corsi e seminari di aggiornamento sulla Convenzione di Washington, un accordo internazionale che prevede la piena tutela degli animali, senza per questo trascurare i diritti dell’uomo.


Pelliccia è moda

La pelliccia è moda, la pelliccia è moda: come guarnizione o capo completo, viene oggi scelta per soprabiti e giubbotti, borse e cappelli, pantaloni e scarpe.

Grazie alle nuove tecniche di trattamento e lavorazione, la pelliccia è una materia prima duttile, dai diversi pesi e dai diversi effetti, che permette di realizzare infinite soluzioni e modelli sempre nuovi.

Una nuova pelliccia, dunque, versatile e poliedrica,adatta a qualsiasi stile, che sia disimpegnato e sbarazzino o impeccabile e elegante, giovane e dinamico o eccentrico e prezioso.


L’etichettatura delle pellicce (un gesto di valore)

UN’ETICHETTA INFORMATIVA

Gentile Signora,

la pelliccia che ha comperato ha al suo interno una etichetta: si tratta di quel piccolo rettangolo di stoffa che Lei è abituata a trovare nell’abbigliamento acquistato nei negozi e che dichiara la composizione dei capi…. mache per la pellicceria, così come per numerosi prodotti artigianali, non è prevista per legge, perché l’informazione al consumatore viene fornita esclusivamente dal dettagliante o dall’artigiano, in un modo di operare tradizionalmente  legato alla fiducia del rapporto personale con le clienti.

Le informazioni che l’etichetta contiene sono quelle essenziali, e riguardo la materia prima con la quale è prodotta la pelliccia (nome commune, in italiano e inglese, e nome scientifico, in latino, della pelle utilizzata) e i consigli per la sua manutenzione. Il tutto è accompagnato dal nome del pellicciaio produttore del capo.

L’etichetta è stata promossa dall’Associazione Italiana Pellicceria in collaborazione con Icec (Istituto di Certificazione della Qualità per l’Industria Conciaria) e realizzata dall’UNI come Norma 11007 “Requisiti e indicazioni per l’etichettatura dei prodotti di pellicceria”.

E’ stata creata per sottolineare che la chiarezza nei confronti del consumatore è oggi assolutamente essenziale per  gettare le basi di un rapporto capace di durare nel tempo. Una pelliccia racchiude tutto quel patrimonio professionale di tecnica che sposa fra loro arte, stile ed eleganza e che va sempre più arricchendosi di cultura e di esperienza.

UN PROGETTO DI TRSPARENZA

L’AIP, Associazione Italiana Pellicceria, è espressione di ttutta questa ricchezza: l’etichetta, un’assunzione di responsabilità verso i consumatori che ogni operatore del settore sente anche come strumento di comunicazione per la propria professionalità e per la qualità dei propri prodotti, lo conferma.


Chi è il pellicciaio iscritto all’AIP

E’ un socio dell’Associazione Italiana Pellicceria, che rappresenta in Italia circa 60.000 operatori.

E’ l’erede di una secolare tradizione artigianale, che ha saputo evolversi, pur mantenendo le caratteristiche originali di una lavorazione manuale, cresciuta tanto da portare l’intero settore della pellicceria italiana all’avanguardia internazionale nelle tecnologie di concia e di lavorazione delle pelli.

E’ uno degli artefici del successo della Moda italiana, poiché la pelliccia “Made in Italy” è la più famosa e richiesta  nel mondo, grazie al suo contenuto unico ed inimitabile di moda, stile e qualità.

E’ una persona e un cittadino seriamente preoccupato dello stato dell’ambiente in cui vive, consapevole della priorità di questo problema, ma sopratutto della complessità della sua risoluzione, che deve basarsi su equilibrio e razionalità e non su superficialità ed estremismo.